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Simone Ippolito

Il natante solare

Eccolo in funzione al lago di Viverone (BI)

#VIVERONELAKE – Acqua cristallina , si sfreccia spinti dal sole!#solarenergy #freenergy #solarboat #live

Gepostet von Simone Ippolito am Sonntag, 31. Mai 2020

La storia di Simone Ippolito conferma che nelle acque interne si naviga bene facendo a meno del petrolio e pure dei motori ibridi. Come succede in tanti altri Paesi europei, dove sono vietati i motori termici.

 

Un fai-da-te sperimentato su un pedalò: usiamo questo termine, ma è un natante molto più grande di quelli che si usano solitamente al mare. In grado comunque di soddisfare la sua voglia di navigare senza emissioni grazie all’energia solare. Un sogno trasformato in realtà: “Spostarmi in modo gratuito e solo con l’ausilio dell’energia solare. Ci sono riuscito con il mio pedalò full electric, non è un ibrido“. Zero petrolio, questa la filosofia di Simone, operaio specializzato e meteorologo (qui), che sei anni fa ha ricevuto in dono il pedalò dal circolo velico della sua zona. Ci ha lavorato sopra per renderlo ecologico ed economico grazie alla trasformazione dell’energia solare. Una seconda vita




Portato a casa il pedalò, un 5,30 per 1,65 metri che ospita fino a otto passeggeri, lo ha prima restaurato e poi progettato il sistema di propulsione. “Ho avuto l’aiuto di un fan di questo progetto, che commercia pannelli fotovoltaici. Ne ho usato due della Sun Energy come capottina, sono quelli per uso civile da 250 W. Due collegati in parallelo per un totale di 500 W“. Per il motore si è affidato a Torqeedo, con un piccolo fuoribordo da mezzo Kw, “equivalente circa a 1,5 CV”, e quattro batterie al piombo 24 V 100 Ah.

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Il motore è piccolo, pure la batteria, ma il pedalò pesa solo 560 chili e l’autonomia è buona. “A 4/5 nodi riesco tranquillamente a stare tutto il giorno in acqua dal mattino al pomeriggio inoltrato.

Un’autonomia di circa 8 ore e 35/40 km testati personalmente. Ho fatto anche dei piccoli investimenti, come una centralina che mi gestisce i pannelli e modula il lavoro a seconda della produzione/trasformazione dell’energia solare. Ho anche una linea dedicata ad alimentare un pilota automatico e ho inserito un ecoscandaglio“. 

 


Il nostro uomo cerca sempre di migliorare la sua creatura. In questi giorni sta testando un sistema di raffreddamento: “In questo modo riesco a recuperare tra il 4/5 % di energia. Entra in funzione in automatico e quando supera la temperatura di 50 gradi la riporta a 32“. Una sperimentazione continua in chi crede nell’elettrico: “In Svizzera, nei  laghi, ci sono tantissime barche elettriche. Qui, anche quando mi sposto nel Lago Maggiore, non ne ho mai incrociate“.